Il salotto di Nonna SperanzaRicamatrici o cospiratrici?

di Marinette Pendola

Coccarda patriottica 1 (Miniatura 218x211 px)La politica scende in strada dunque e, per farlo, ha bisogno di questi oggetti da sfoggiare, la cui produzione, sempre più richiesta, si diffonde non solo grazie al lavoro dei laboratori artigiani e dei circuiti commerciali, ma assume una dimensione domestica poiché coinvolge le donne in prima persona, soprattutto le popolane. L’attività tessile, e in particolare quella delle ricamatrici domestiche, è diffusa in tutta la penisola. Tuttavia non avremmo contezza di tale attività se, dal 1849 in poi, non ci fosse stata una repressione severa e, in particolare nel Regno delle Due Sicilie, quasi ossessiva, che ha portato alla produzione di materiale cartaceo tuttora consultabile dagli storici.

La lettura degli atti dei processi ci aiuta a capire fino a che punto la politica sia penetrata nelle famiglie e come molti focolari domestici siano diventati centri di diffusione delle idee politiche. Le donne, tradizionalmente considerate passive di fronte alle questioni politiche, assumono un ruolo primario nella produzione di fazzoletti, bandiere, coccarde e delle famose camicie rosse. Molti ricordano Adelaide Cairoli, la madre d’Italia poiché ebbe cinque figli di cui quattro morti per la causa risorgimentale. Pochi sanno forse che, nella sua casa di Belgirate sulle rive del Lago Maggiore, accoglie quotidianamente un gruppo di donne del paese per cucire le camicie rosse.

A Milano, un’altra donna, Luigia Candidi, direttrice della rivista femminile Il Tesoro delle famiglie, fa di più: dalle pagine del numero di luglio 1866 lancia un appello alle lettrici affinché prendano l’impegno di cucire delle camicie rosse da inviare al fronte. Per facilitare loro il compito, fa inviare gratuitamente il cartamodello a chi lo richieda. L’iniziativa ha un grande successo e il comitato promotore riceve centinaia di camicie rosse. I verbali del commissariato di polizia di Bari, in seguito a un’indagine dell’ottobre 1849, rivelano la presenza di un buon numero di fazzoletti tricolori in un certo deposito.


Immagine nella pagina: Coccarda patriottica

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Maggio 2024 (n° 34)

E. Matania, Partenza da Napoli di 180 volontarii colla Principessa Belgioioso, in F. Bertolini, Storia del Risorgimento Italiano, Milano, Treves, 1899, colorata artificialmente.

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