Giusto le voci corse, s’aspettava ognuno che la grande guardia fosse ceduta dagli Austriaci al Corpo de’ civici Pompieri, congiuntamente alla milizia del Comune. Allora alcuni buon cittadini s’adoperarono a persuadere il popolo, che i Gendarmi avrebbero ceduto la Piazza alla Guardia Comunale e ai Pompieri, non appena fosse scorso il tempo opportuno al raccogliersi di questi ultimi.
Persuaso e confidente il popolo aspettò con pazienza la nuova consegna. Di fatti al suono delle 3 antim.e defilava dalla porta del Palazzo di Podestà l’anzidetta guardia municipale, unita ai Pompieri, e schierandosi di prospetto alla barriera, a tamburo battente, riceveva dai Gendarmi la consegna della Piazza fra gli applausi e gli evviva del molto popolo accorso.
Silenziose, anzi mute, avevano già lasciata Bologna le truppe Imperiali, comprese com’erano da un certo timore, dirigendosi verso la via Emilia alla volta di Modena. Nella fretta della partenza, e per essere più solleciti alla corsa, abbandonarono per via alcune suppellettili, delle pagnotte, ed alcuni oggetti di vestiario.
Bologna da quel momento fu libera, e tale si mostrava in tutta la sua gioia, dopo dieci anni di schiavitù! Le squadre cittadine organizzate alla meglio entro il cortile del vecchio Palazzo de’ Pepoli, di prospetto al Comitato Nazionale, appena aggiornò, si recarono ai diversi posti della città, fra’ quali le casse pubbliche, le Carceri e le Porte di Bologna. – Ognuno intanto aveva ornato il Cappello ed il petto della Coccarda tricolore, e l’universale entusiasmo si manifestava e si propagava come una scintilla elettrica.
Alle ore sei antimeridiane la pubblica Piazza, Maggiore, sgombrata improvvisamente dal mercato, cominciava a popolarsi di ogni ordine di Cittadini.
Era questa l’ora assegnata alla grande dimostrazione che doveva decidere delle sorti della città, e condurre al sospirato cambiamento del Governo.
Distinti, cittadini, a capo de’ quali stava il Comitato Nazionale, recante il Nazionale tricolore vessillo, accompagnato da numeroso popolo, recaronsi quasi processionalmente sulla Piazza Maggiore, la quale, in men che non dicesi, fu piena di popolo. Allora s’udirono entusiastiche grida di Viva l’Italia, W Vittorio Emanuele – W la guerra d’Indipendenza, - W Napoleone III. W la Francia, Cavour, Garibaldi. La banda musicale del Municipio, che faceva parte del popolare corteo, suonava canzoni di guerra, ed inni patriottici, che i Cittadini accompagnavano con altissimi canti, e lietissima evviva. Per tutto vedersi come per incanto comparire vessilli tricolori, alcuni de’quali portanti, sul campo bianco, la croce di Savoia. Alle finestre donne moltissime che agitavano bianchi fazzoletti, e facevano mostra de’colori italiani.
Immagine nella pagina:
Anonimo italiano, 12 giugno 1859 a Bologna, litografia conservata nella Biblioteca del Museo civico del Risorgimento di Bologna (particolare)
Con il patrocinio del Comune di Bologna