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Come rubare cento milioni di franchi e vivere felici

Ovvero la Grande Thérèse e l'Affaire Crawford

di Andrea Olmo

Per la verità, nell’entusiasmo generale, qualcuno osò esprimere dei dubbi sulla reale esistenza della fantomatica eredità Crawford: in particolare il giornale Le Matin nel 1883 pubblicò un articolo fortemente critico nei confronti di Thérèse. Entrò allora in gioco il suocero della ragazza, il serio ed onesto, nonché decisamente ottuso, Ministro della Giustizia Gustave Humbert, il quale, non essendosi minimamente accorto di essere imparentato con due imbroglioni, intervenne in difesa di sua nuora e di suo figlio, attaccando pesantemente il giornale e costringendolo a ritrattare le accuse.

29 (Miniatura 218x249 px)Intanto la causa legale procedeva con la lentezza prevista da Thérèse: il 27 ottobre 1886 fu emessa la prima sentenza, ovviamente favorevole agli Humbert, e altrettanto ovviamente i fratelli Crawford ricorsero in appello. Il 3 gennaio 1890 giunse la sentenza di secondo grado, anch’essa favorevole a Thérèse, e inevitabilmente giunse anche il ricorso in Cassazione per vizi di forma. Questa volta però qualcosa andò storto: i giudici infatti, pensando di far cosa gradita a Thérèse, divenuta ormai una celebrità, emisero la sentenza in pochissimo tempo, scompaginando i piani dell’abile truffatrice che si sarebbe trovata così costretta ad aprire la famigerata cassaforte contenente i documenti relativi all’eredità. A Thérèse occorreva trovare un modo per guadagnare ancora tempo… e qui arrivò l’ennesimo colpo di genio: la truffatrice annunciò di essere addivenuta ad un nuovo accordo con i Crawford, che annullava in toto il precedente; peccato che Robert, affermando di non essere stato messo al corrente della cosa, avesse mandato a monte il tutto, facendo causa a suo fratello Henry e a Thérèse. Tutto da rifare, dunque! La finta lite giudiziaria continuava, e continuava così anche la bella vita dei coniugi Humbert!

Tra una seduta in tribunale ed una sentenza si arrivò al 1902: la truffa durava ormai dalla bellezza di vent’anni e tra alcuni dei numerosi creditori di Thérèse cominciarono a serpeggiare dubbi e sospetti. Furono avviate delle indagini, di cui furono incaricati l’avvocato René Waldeck-Rousseau e Jules Bizat, investigatore al servizio della banca Crédit Lyonnais, e ben presto arrivarono i primi riscontri: la situazione finanziaria dei coniugi Humbert appariva poco chiara, e in America nessuno sembrava sapere dell’esistenza dei fratelli Crawford. A questo punto l’avvocato di Thérèse, per tagliare la testa al toro e dimostrare l’assoluta buona fede della sua assistita, chiese ed ottenne dal giudice l’autorizzazione all’apertura della cassaforte, apertura che venne effettuata il 9 maggio 1902 alla presenza di creditori, magistrati ed avvocati coinvolti nella causa: ovviamente, tra il gelo generale, il forziere rivelò contenere solo un mattone, un giornale di vent’anni prima, e una moneta inglese da mezzo penny!

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Maggio 2011 (Numero 18)

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