Nel frattempo Thérèse, con il marito Frédéric e i fratelli Emile, Romain e Marie, era tranquillamente espatriata in Spagna dove aveva perfino avuto modo di assistere indisturbata all’incoronazione di Re Alfonso XIII. Questa volta la fortuna girò le spalle alla banda di truffatori: arrestati ed estradati in Francia, i cinque furono rapidamente processati e condannati. Le pene però furono inaspettatamente miti: cinque anni per Thérèse e Frédéric, due per Emile e Romain, e assoluzione per Marie, coinvolta solo marginalmente nella truffa.
Sulla mitezza delle sentenze pesarono probabilmente diversi fattori: Thérèse, ormai nota al pubblico come la Grande Thérèse, era diventata se possibile ancora più popolare dopo la scoperta del colossale raggiro, e gli stessi giudici sicuramente apprezzavano la genialità quasi artistica dell’imbroglio. Inoltre molti creditori, temendo il ridicolo, non avevano sporto denuncia e quelli che lo avevano fatto erano tutti ricchi banchieri e finanzieri che avevano prestato soldi a Thérèse ad interessi illegali, quindi in un certo senso avevano quasi meritato di essere truffati.
Scontata la pena i coniugi Humbert emigrarono negli Stati Uniti. Non è dato sapere se nel Nuovo Mondo i due si fossero finalmente decisi a guadagnare il pane onestamente o se avessero continuato a vivere di raggiri: l’unica cosa certa è che Thérèse morì a Chicago nel 1918.
Un ultimo particolare: oltre alla durata ventennale della truffa, quasi un record, stupisce la cifra intascata da Thérèse grazie all’abile raggiro. Cento milioni di franchi di allora, corrispondenti a circa cinquecento (si, avete letto bene 500!) milioni di euro!
Non c’è che dire, veramente un colpo da maestro per la Grande Thérèse!
Con il patrocinio del Comune di Bologna