Rossini a Bologna

luoghi e vicende

di Maria Chiara Mazzi

Accademia per accademia, la sua fama a Bologna si allarga in un crescendo rossiniano ante litteram: cantante, poi compositore e infine, nel 1809, direttore musicale dei serali trattenimenti che l’Accademia dei Concordi organizza al Liceo Musicale. A diciannove anni lo troviamo anche maestro al cembalo al Teatro del Corso dove però nella prova generale dell’opera seria si è fatto lecito di minacciare di battere quei coristi che non seguissero ai suoi ordini. Questa indegna maniera di procedere in un momento in cui il Teatro raccoglieva molte persone, ha destato nei coristi stessi il più alto risentimento ed hanno addimandato una riparazione.

Arrestato e tradotto al più vicino Corpo di Guardia, interrogato, severamente ammonito, rilasciato ma sorvegliato speciale, poco dopo ci ricasca: non si è mostrato nell’adempimento del proprio dovere, quello di ritrovarsi all’ora prescritta alla prova a piena Orchestra, che ha avuto luogo questa mane, essendosi fatto attendere per non breve spazio di tempo. Una reprimenda a cui segue l’ammonizione del Prefetto, onde in appresso sia più preciso nel suo dovere, e affinché serva agl’altri d’esempio nella puntualità e nell’osservanza di quanto resta prescritto per il buon andamento degli spettacoli.


Gioachino ha tuttavia già da tempo opere in scena a Venezia e naviga verso la gloria, allargando i propri orizzonti oltre Bologna, anche se la città rimane nel cuore del musicista: qui torna ogni volta che gli è possibile, a Castenaso sposa la celebre cantante Isabella Colbran, vicino a Budrio acquista terre e poderi dove padre e moglie si stabiliranno, in centro a Bologna fa costruire la sua casa.

Ed è proprio in questa casa, al n. 26 di Strada Maggiore, che Rossini stabilisce la sua residenza dagli anni Trenta, da quando cioè smette l’abito di compositore per vestire quello del più celebre musicista d’Europa. Nella sua casa Rossini riceve e fa musica il venerdì dove dà graziosissime riunioni or suonando e cantando egli stesso, ed avendo luogo vari pezzi in lingue diverse spagnuola, tedesca, francese, italiana e nel vernacolo patrio Bolognese. Questo è il luogo nel quale accoglie tutti coloro che accolgono lui nei loro salotti (come Sampieri ed Ercolani) e tutti quelli che a Bologna dibattono gli ultimi avvenimenti europei, e fa musica, ospitando spesso i grandi interpreti vocali e strumentali di passaggio in città.

Questa vita sociale intensissima trova eco nelle cronache dei giornali che seguono il celebre artista in ogni sua mossa, dove sono riportate poesie e ritratti e dove si narrano delle feste che la città fa a gara per tributargli ogni volta che se ne presenti l’occasione. Come a Casa Sampieri, dove in un elegantissimo Teatro fu eseguito da dilettanti e professori il dramma Il turco in Italia di Rossini la cui esecuzione fu diretta dall’immortale suo autore, che prese la cura di ridurlo ad un sol atto per alleviare la fatica di chi per la prima volta si esponeva in faccia a numerosi e colti uditori, che ne rimasero veramente incantati.


Immagine nella pagina:
Pianta della città di Bologna, 1850 (particolare)
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Maggio 2018 (Numero 28)

Caricature de Rossini par Gill, 1864 (Bibliothèque du Conservatoire royal de Bruxelles)

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