Attenzione, chiariamo subito il possibile malinteso. Non parleremo di cucina intesa come arte, come ricette, come cibi e come tecnica di preparazione. Niente
Filetto alla Rossini, Tournedos alla Rossini, Maccheroni alla Rossini, Insalata alla Rossini. Parleremo della cucina come luogo fisico, come ambiente della casa, del ristorante, dell’osteria, in cui si preparano i cibi, con determinati e appositi strumenti.
Rossini nasce a Pesaro nel 1792 e muore in Francia nel 1868, quindi dobbiamo subito escludere l’elettricità, che arriverà sul mercato successivamente. Niente forni elettrici, frullatori, robot da cucina e frigoriferi. Ancor più faticoso, niente lavastoviglie. I principali metodi di cottura prevedono camini o cucine a legna e a carbone, antesignane della meravigliosa cucina economica comparsa ad inizio Novecento. Ed ecco che incontriamo subito la prima invenzione: la cucina a gas.

Siamo nel 1826, l’inglese James Sharp brevetta la prima cucina a gas. Sharp è impiegato nella
Compagnia del Gas di Northampton. Dopo pochi anni il prodotto è sul mercato, nel 1836 Sharp apre una fabbrica per produrre le sue cucine. Ma si sa, non tutte le invenzioni ottengono subito il successo meritato. In parte per il costo elevato del gas, in parte per la diffidenza della popolazione verso questa nuova tecnologia, in parte per la scarsa diffusione della rete di distribuzione del gas, la cucina a gas fatica a decollare.
Chi capisce la potenzialità del mezzo è Alexis Bénoit Soyer, il celeberrimo chef francese che diventa il cuoco più rinomato nell’Inghilterra Vittoriana. Non solo Soyer inizia ad utilizzare la cucina a gas (sostenendo la sua convenienza economica), ma ne inventa una versione portatile, nel 1849. È la
magic stove, la stufa magica, che evolverà poi nella
Soyer Stove, cucina da campo utilizzata dall’esercito Britannico dalla guerra di Crimea in poi, con qualche adattamento, fino al 1982! La cucina a gas viene anche esposta alla World Fair di Londra del 1851, ma non ottiene un reale successo e una diffusione capillare sino al 1880, momento in cui la rete di distribuzione del gas è sufficientemente sviluppata.
Volendo concludere questa breve carrellata sulla prima invenzione odierna, possiamo quindi dire che Rossini, pur essendo contemporaneo alla cucina a gas, non ne ha sicuramente potuto godere quotidianamente. Essendo assiduo frequentatore di ristoranti parigini, sicuramente avrà mangiato pietanze preparate con tale cucina, ma non possiamo considerarla come una invenzione per lui significativa.
Cerchiamo quindi altro. L’abbiamo già citata, proviamoci con la lavastoviglie…
La prima lavastoviglie meccanica è attribuita all’americana Josephine Cochrane, che con la celebre frase
Se nessuno ha ancora inventato una macchina per lavare i piatti, lo farò io stessa! passa alla storia per esserci effettivamente riuscita. Ma purtroppo siamo in America, e il brevetto è del 1886, quindi quasi trent’anni dopo la morte di Rossini. Rossini che era solito cucinare per sé e anche per i propri ospiti.
Immagine nella pagina: Soyer Stove del 1850