Login

Iscriviti a Jourdeló

...festa si farà!

Uno spunto dal Viaggio a Reims, capolavoro recuperato di Rossini

di Daniela Bottoni

…festa si farà! è il titolo attribuito alla rassegna di tre eventi che 8cento realizza quest’anno nell’ambito delle celebrazioni dedicate al 150° anniversario della scomparsa di Gioachino Rossini. Un titolo significativo e niente affatto casuale. E ...festa si farà! infatti è una frase tratta da una delle numerose opere liriche composte dal Maestro, seppure forse non tra le più note: Il viaggio a Reims.

Il viaggio a Reims
, ossia L’Albergo del Giglio d’Oro, è un dramma giocoso in un unico atto composto da Rossini su libretto di Luigi Balocchi per l’incoronazione di Carlo X Re di Francia ed eseguito per la prima volta al Théâtre Italien di Parigi il 19 giugno 1825. Si tratta dell’ultima opera italiana di Rossini, che inaugurò la sua carriera nella capitale francese.

Ma qual è l’argomento dell’opera e, soprattutto, quando e dove …festa si farà?

Siamo alla vigilia dell’incoronazione di Carlo X a Re di Francia, che avverrà, come da tradizione, nella città di Reims. In un albergo termale a Plombières, denominato Il Giglio d’Oro dall’emblema della Casa Reale francese, una variegata rappresentanza della buona società, proveniente da diversi angoli d’Europa, è in trepidante attesa di recarsi a Reims per assistere all’avvenimento.

Madame Cortese, proprietaria dell’albergo, avvezza alle piccole manie dei suoi ospiti, esorta il personale ad occuparsi con la massima sollecitudine dei preparativi del viaggio, cosicché del Giglio d’Oro in ogni sponda la nobil fama si spanderà. Ella si rammarica di non potersi unire al viaggio ed è lei ad esprimere il primo omaggio al re contenuto nell’opera: Ah! quando veder potrò un Sovrano sì giusto, sì leal, sì grande e umano?

La giornata è punteggiata da alcuni vivaci eventi.
Dapprima il malore della Contessa di Folleville, che per le mode notte e dì delira, quando apprende dal cugino che i suoi abiti e i suoi effetti si sono danneggiati in seguito al ribaltamento della diligenza che li stava trasportando verso l’albergo (Donne, voi sol comprendere potete il mio dolore: più fieri, amari palpiti non ho provato ancor). E a rianimarla non saranno certo i maldestri tentativi di Don Prudenzio, medico dalle discutibili capacità, bensì l’arrivo della sua cameriera con uno scatolone fortunosamente scampato all’incidente e contenente un grazioso cappellino alla moda, che volgerà rapidamente la sua disperazione in gioia, tra il divertimento dei presenti.


Immagine nella pagina:
F. Gérard, Carlo X Re di Francia, ca. 1825 (particolare)
Pagina:
Precedente 1 | 2 | 3 | 4 Successiva

Maggio 2018 (Numero 28)

Caricature de Rossini par Gill, 1864 (Bibliothèque du Conservatoire royal de Bruxelles)
© 2005 - 2022 Jourdelo.it - Rivista storico culturale di 8cento
Registrazione Tribunale di Bologna n. 7549 del 13/05/2005 - Direttore Resp. Daniela Bottoni
🕑