Segue l’alterco tra il Conte di Libenskof, focoso generale russo, e l’ammiraglio spagnolo Don Alvaro, causato dalla gelosia nei confronti della marchesa polacca Melibea. Il duello viene evitato solo grazie all’intervento della poetessa romana Corinna che, sulle note di un’
arpa gentil, recita un’ode alla concordia e all’amore fraterno, placando gli animi.
Proprio per Corinna è segretamente e ardentemente innamorato l’ufficiale inglese Lord Sidney, che affida il proprio messaggio d’amore ai
soavi e teneri fiori posati dinanzi alla camera dell’amata.
Avances ben più sfacciate dovrà subire Corinna di lì a poco dal Cavalier Belfiore, frivolo corteggiatore di donne che vanta anche la contessa tra le sue conquiste. Ma le sue parole eccessive e insincere sono destinate a suscitare solo sdegno e disprezzo nell’animo delicato della donna, che impone all’arrogante insidiatore di allontanarsi.
Si approssima la partenza e Don Profondo, membro di varie accademie e appassionato di antichità, si appresta a compilare la lista degli oggetti di valore dei viaggiatori (
Medaglie incomparabili, camei rari, impagabili). L’elencazione di oggetti emblematici delle nazioni da cui provengono è spunto per una spassosa e amabile parodia dei componenti della comitiva.
Tutti sono pronti per partire. Mancano solo i cavalli. Ma dove sono? Come mai non sono ancora arrivati? La risposta giunge ben presto per bocca del Barone di Trombonok e di Zefirino ed è un colpo davvero inaspettato per gli ospiti. Non si trova più un cavallo da affittare o acquistare e il viaggio - ahimè - deve essere annullato.
Mentre la compagnia è ancora sgomenta per la notizia, sopraggiunge accorrendo Madame Cortese con in mano una lettera ricevuta da Parigi che, a suo dire, arrecherà loro conforto
A giorni il Re ritorna,
gran feste si faranno,
rapidi qui verranno
stranieri in quantità.
Da quello che preparasi
a corte ed in città,
ben si può giudicare
che festa si farà.
Spettacolo più bello,
mai visto si sarà;
chi a Reims non poté andare
qui si consolerà.
La Contessa di Folleville offre prontamente ospitalità nella sua casa di Parigi all’intera comitiva. Risollevati nello spirito, gli ospiti del Giglio d’Oro decidono di partire il giorno seguente con la diligenza che effettua corse giornaliere per Parigi e di utilizzare una parte della somma raccolta per il viaggio per organizzare quella stessa sera un banchetto aperto a tutti, mentre il resto della somma verrà donato ai poveri.
Immagine nella pagina:
Locandina del Teatro alla Scala per Il Viaggio a Reims