Tornato a Bologna nel 1859, Quirico Filopanti inizia a collaborare con la Società Operaia di Mutuo Soccorso della città, formatasi nel 1860. Col passare degli anni, nel confronto con le nuove idee sociali che arrivavano dall’estero e prendevano piede anche in Italia, le sue posizioni diventarono sempre più moderate, mentre il movimento operaio si avviava sulla strada del socialismo e della lotta di classe. Fedele alla propria visione di un mondo in cui tutte le classi dovevano collaborare insieme per migliorarsi reciprocamente, Filopanti si impegnò per accrescere l’istruzione e la cultura del popolo, elementi base indispensabili per ogni miglioramento sociale. In quest’ottica tenne lezioni domenicali ai soci dell’Operaia, in parte di carattere scientifico divulgativo, in parte di educazione alla politica.

Sono anche gli anni in cui si dedica alle sue
lezioni all’aria aperta: lezioni ad alto livello, ma svolte con un linguaggio accessibile a tutti, su temi in genere scientifici (fisica, astronomia, filosofia, politica, economia), tenute appunto
all’aperto, gratuite, alle quali tutti potevano partecipare, perché, come scriveva nel 1872 su un manifesto che invitava i cittadini alle sue lezioni ed anche, e soprattutto, ad uscire dall’ignoranza:
Una parte di voi, fortunatamente non i più, ma sempre troppi, non sanno né leggere né scrivere. Quelli fra voi che leggeranno questo scritto, preghino in mio nome gli altri vostri e miei soci di andare a dirozzarsi nelle scuole serali o domenicali del Comune. Andateci anche voi che conoscete già gli elementi della scrittura, onde apprendere di più. Frequentate pure le lezioni della Lega di insegnamento. Ricordatevi che l’ignorante non è uomo che per metà. Coloro che ebbero la fortuna di una educazione superiore alla vostra non hanno perciò in alcun modo il diritto di tenervi sotto i loro piedi: ma dovete toglierne ad essi la tentazione ed il mezzo coll’istruirvi anche voi. E, fedele a se stesso, il
professore dell’infinito, si dedicò per anni proprio a questo: spiegare al popolo, sulle piazze e nei giardini delle città italiane, ogni aspetto dello scibile umano, perché comunque ogni tassello portato alle menti anche degli
ignoranti sarebbe servito, prima o poi, per portarli verso la libertà, di pensiero ed anche di vita.
Immagine nella pagina: Funerali di Filopanti a Budrio, Museo civico del Risorgimento di Bologna