L'erede

Prima parte

di Giuseppe Bergivaldi ed Emilio Salgari

Jourdelò è fiero di presentare questo romanzetto d’appendice in tre puntate che ci farà compagnia per il prossimo anno.
Il titolo e la trama sono originali, la narrazione si propone di ricalcare le atmosfere e il linguaggio salgariano di fine Ottocento. È ottenuta utilizzando, a fianco dei periodi originali, brani tratti dai nove romanzi di Salgari del ciclo dei Pirati della Malesia.

Le Tigri di Mompracen (Miniatura 475x686 px)Insomma, L’erede vuole essere la conclusione del ciclo, il decimo libro. Consigliamo, per meglio apprezzare lo sforzo dell’autore di calarsi nella narrazione salgariana, di leggere almeno uno dei nove romanzi citati (Le tigri di Mompracem, I misteri della jungla nera, I pirati della Malesia, Le due tigri, Il Re del Mare, Alla conquista di un impero, Sandokan alla riscossa, La riconquista di Mompracem, Il bramino dell’Assam, La caduta di un impero, La rivincita di Yanez). Anche la pubblicazione a puntate ricalca le sorti dell’originale: i primi due romanzi del ciclo furono pubblicati a puntate tra il 1883 e il 1887.

I tratti del romanzo d’avventura sono quasi tutti presenti: arrembaggi, uragani, agguati, moti di generosità alternati a manifestazioni di odio e violenza. La descrizione di Sandokan invecchiato è elaborata sulla descrizione originale di lui giovane, ritagliata per quanto possibile sui tratti somatici dell’autore che da questo personaggio è rimasto stregato fin dall’adolescenza.
Proporre un’appendice all’opera del grande Salgari utilizzando, seppure in parte rielaborati, in un contesto diverso e mescolati fra loro, dei brani originali, potrebbe essere considerato da qualcuno un gesto irriverente. Noi non lo pensiamo, e citiamo volentieri la spiegazione che l’autore fa per questa sua scelta: …avrei potuto ispirarmi solo al personaggio di Sandokan e trattarlo con le sole parole mie. Invece ho voluto utilizzare brani originali come gesto di sincera ammirazione verso Salgari, citandolo come coautore. Destino dei Grandi è quello di vedere la loro opera divenire fonte di ispirazione per altri e Salgari non fa eccezione. Ho voluto cogliere l’occasione, attraverso una mini narrazione compiuta, per presentare il suo modo di scrivere a chi eventualmente non lo conosce, o ha di lui una conoscenza parziale, limitata alle riduzioni televisive di alcune sue opere.
Gli esperti, invece, potranno ritrovare un pizzico di ardore adolescenziale



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Maggio 2012 (Numero 20)

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