L'erede

Seconda parte

di Giuseppe Bergivaldi ed Emilio Salgari

...continua dal numero precedente


Seconda parte

LA PRINCIPESSA


Tigri (Miniatura 219x199 px)La prigioniera, una giovane cinese malamente adagiata su una branda di stracci, era evidentemente sotto l’effetto di un forte narcotico. Non dava segni di essersi accorta del conflitto a fuoco appena conclusosi. Fra il tremendo puzzo di rancido che impregnava l’ambiente si distingueva l’odore oleoso dell’oppio.

- Chi è questa donna? - tuonò Sandokan, incenerendo con lo sguardo il capitano della giunca. Alle risposte evasive del cinese:
- Vattene! - sentenziò la Tigre - Questa giovane viene con noi!

La giovane cinese venne trasportata, con tutte le attenzioni, sul praho, fu alloggiata nella cabina del capitano e le furono somministrate le prime cure. Furono necessarie alcune ore prima che la giovane tornasse in sé. Poteva avere sedici o diciassette anni, eppure era stupendamente sviluppata per la sua età.
Alta, di forme squisitamente modellate, con occhi di un nero intenso leggermente obliqui, ombreggiati da lunghe ciglia che parevano di seta, con sopracciglia sottili, pelle dai riflessi alabastrini, con una leggera sfumatura gialla. Il suo viso era un ovale perfetto, con una bocca bellissima, dalle labbra un po’ sottili, indizio di una energia straordinaria, e rosse come le striature delle meravigliose conchiglie di quei mari. I lunghi capelli, nerissimi, le scendevano sulle spalle come un mantello di velluto.

Appena la celestiale fu in grado di parlare si seppe, aiutati da un tigrotto che conosceva il suo idioma, che il suo nome era Than-Kiù, che era figlia del Mandarino di Schuk-Wan e che di ritorno da un periodo di studi, quando ormai era nelle vicinanze della sua città, era stata assalita insieme con la sua scorta e fatta prigioniera. Sandokan, conosciuta la vicenda nei dettagli, decise che l’avrebbero riaccompagnata in patria.


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Novembre 2012 (Numero 21)

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