Su Marconi si potrebbero spendere (e in realtà si sono spese) pagine e pagine e libri e libri di biografie e affini; a noi basta citare il primo brevetto, depositato a suo nome a Londra nel 1897, Improvements in transmitting electrical impulses and signals and in apparatus there-for: la radio.
Lo sviluppo delle radio-comunicazioni è di conseguenza concentrato nei primi decenni del Novecento, quindi non di questo ci occuperemo ora.
Ci occuperemo della parte di comunicazioni via cavo. Un segnale elettrico parte da una opportuna sorgente, corre lungo un opportuno filo e arriva ad un opportuno ricevitore. A che distanza? Qualunque. Ma oggi è, per quello che si diceva prima, facile dire qualunque distanza, nell’Ottocento non lo era. Quindi vogliamo lanciarci nella storia delle comunicazioni di quella che poteva essere la distanza più grande concepibile da poter essere coperta con un cavo: l’Oceano Atlantico, e quindi la storia del primo cavo transoceanico. Siamo nel 1858.
Le tecnologie per realizzare cavi sottomarini erano esistenti e utilizzate già da qualche periodo rispetto alla stesura del cavo transoceanico, diciamo un decennio. Brevi tratti di mare venivano coperti con cavi sottomarini che permettevano l’utilizzo del telegrafo al di là di questa barriera naturale che è il mare, o per lo meno questa era l’idea.
La prima difficoltà stava nell’ottenere le concessioni dai vari Stati coinvolti, quindi si trattava di reperire i fondi, ingenti fondi.
Il primo caso, la prima idea, fu l’attraversamento della Manica. Era il 1845, con grande fatica furono ottenuti i permessi di posa, il lavoro iniziò e fu prodotto circa un miglio di cavo isolato. Quindi finirono i fondi, non ne furono reperiti ulteriori e la cosa morì lì.
Se il buon giorno si vede dal mattino… effettivamente quella dei cavi sottomarini non è di certo una storia facile e serena.
Il primo cavo funzionante sotto la Manica fu posato qualche anno dopo, nel 1850. Dopo ben tre giorni di servizio fu tranciato da un pescatore francese. L’anno successivo ne fu posato un altro, che si ruppe prima del suo arrivo in Francia. Fu accomodato, e riuscì a prestare servizio per poco meno di un anno.
E così, più che di successo in successo, di fallimento in fallimento, l’industria dei cavi sottomarini proseguiva di qualche passo.
Fino ad arrivare al 1854 e a Cyrus W. Field.
Field si prefisse un obiettivo molto più grande, un obiettivo ambizioso e visionario: l’attraversamento dell’Oceano. Se il primo cavo sottomarino transoceanico fu posato è veramente grazie alla sua caparbietà e alla sua costanza, perché le disavventure e gli ostacoli furono veramente tanti, ma lui seppe e volle superarli. Gli esperimenti iniziarono nel 1854, dopo aver ottenuto permessi e finanziamenti.