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Purché non siano degli Italiani!

di Marinette Pendola

Fino al 1875, il teatro dell’Opéra di Parigi non era collocato nell’attuale imponente edificio eretto da Garnier, ma situato nella stretta e modesta rue Le Peletier, presso il Boulevard des Italiens. Nonostante la posizione, godeva di grandissima fama grazie ad una programmazione di qualità.

La sera del 14 gennaio 1858, lo spettacolo si annunciava straordinariamente interessante. Il vecchio e popolare baritono Massol dava l’addio alle scene, esibendosi in un atto del Guglielmo Tell di Rossini e in un atto della Muta di Portici di Auber. Il programma comprendeva inoltre la presenza de Adelaide Ristori con alcuni brani tratti dalla Maria Stuarda di Alfieri, e si concludeva con una danza dell’italiana Rosati che aveva per tema l’assassinio del re Gustavo III di Svezia. Oltre al nutrito programma, la preannunciata presenza dell’imperatore Napoleone III e dell’imperatrice Eugenia aveva richiamato un pubblico numerosissimo. Sin dalle diciannove, il teatro andava riempiendosi. I palchi e le platee accoglievano buona parte dell’aristocrazia e dell’alta borghesia, in un gran fulgore di gioielli, di scollature generose, di uniformi, di sparati bianchi. Fuori dall’edificio, si assiepava una folla popolare e piccolo-borghese che commentava il passaggio delle carrozze additando i personaggi più noti, nell’attesa del corteo imperiale. La facciata del teatro era illuminata in modo particolare, come ogni volta che l’imperatore si recava all’Opéra. Due grandi candelabri a forma di piramidi composte da numerose fiammelle a gas sostenevano la cifra luminosa N sormontata dalla corona imperiale. Alcuni valletti stendevano sabbia gialla lungo la stretta via in cui sarebbe passato il corteo.

Questo andava intanto formandosi in uno dei cortili delle Tuileries. Era composto, come di consueto, da due carrozze che contenevano gli ufficiali di corte, da un drappello di lancieri della Guardia Imperiale, dalla grossa e pesante berlina di gala dell’imperatore circondata dagli ufficiali a cavallo e, infine, da un altro folto drappello di lancieri. Nella vettura imperiale sedeva Napoleone in alta uniforme e decorazioni, con a fianco l’imperatrice Eugenia, e l’aiutante di campo, il generale Roguet. Alle otto circa, il corteo si mosse.

Intanto la calca andava crescendo davanti al teatro. D’un tratto, il brusio aumentò. Partirono gli applausi e gli evviva. Le prime carrozze del corteo apparvero in rue Le Peletier, si fermarono davanti all’edificio, ne scesero svelti gli ufficiali.

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