Le bombe all’Orsini
Gli strumenti di morte che passarono alla storia sotto il nome di bombe all’Orsini non sono un’invenzione del cospiratore romagnolo. Egli stesso dichiarò di aver copiato un tipo di bomba creato da esuli francesi nel 1854 in Belgio, sempre con lo scopo di attentare alla vita dell’imperatore.
Queste bombe avevano una forma cilindrico-convessa.
Pesavano ognuna un chilo e duecento grammi.
Ogni bomba era composta da due pezzi distinti fatti in ferro fuso, i quali dovevano essere sovrapposti l’uno all’altro e tenuti saldamente uniti da una grossa vite che li attraversava verticalmente.
Delle due calotte, quella superiore era più leggera. Ciò faceva sì che, nella caduta, la parte inferiore fosse comunque posta in basso, dato che conteneva 25 capsule disposte in modo da far convergere le scintille sulla carica dell’esplosivo posto nell’interno concavo.
Questo interno era riempito per due terzi da fulminato di mercurio.
La carica di ogni bomba era di 130 centimetri cubici.
Le bombe che servirono per l’attentato del 14 gennaio furono costruite in Inghilterra e trasportate a pezzi. Entrarono in Francia attraverso la frontiera belga (forse meno rigorosa?) in cui vennero dichiarate come apparecchi a gas.
Orsini stesso le ricompose nel suo appartamento di rue Mont Thabor, provvedendo poi a riempirle di esplosivo.
Immagine nella pagina:
Felice Orsini mentre fabbrica le bombe