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Non solo camicia rossa... le uniformi dei garibaldini

di Cesare Galantini

Giubba rossa (Miniatura 219x304 px) Un moschetto o una carabina, sessanta cariche, una fiaschetta per l’acqua e per lo più una bisaccia vuota, ecco tutto il bagaglio di un garibaldino. (G.M. Trevelyan)

Si può senza alcun dubbio affermare che la camicia rossa dei garibaldini sia l’uniforme universalmente più conosciuta al mondo. Anche chi non è particolarmente appassionato di storia, o tanto meno di uniformologia, riconosce immediatamente la camicia rossa, individuando subito il simbolo indiscusso dei garibaldini, protagonisti dell’epopea del nostro Risorgimento.
L’iconico capo d’abbigliamento che ha contraddistinto i volontari al seguito di Giuseppe Garibaldi ha origini assolutamente umili. Le camicie rosse furono adottate per la prima volta da Garibaldi, prima ancora che il Generale diventasse famoso in Italia, quando guidava la Legione Italiana (la brigata di volontari italiani residenti a Montevideo, che combatté nella guerra civile uruguaiana).

Inizialmente gli appartenenti alla Legione vestivano abiti civili e la necessità di dotarsi di una divisa cozzava contro i limitati mezzi economici della Legione. Il governo uruguaiano, avendo rinvenuto un carico di stoffa rossa destinata ai macellai di Buenos Aires e non consegnato a causa della scarsezza di carne dovuta alla guerra, lo cedette alla Legione, che lo utilizzò per confezionare le giacche delle uniformi.

Nacquero in quella occasione le famose camicie rosse.
Il rosso fu scelto per necessità, senza nessun significato simbolico particolare: i macellai di Buenos Aires come gli operai dei saladeros di Montevideo vestivano una casacca rossa che dava poco risalto alle macchie di sangue. Dalla casualità dovuta all’indigenza, stava per nascere l’uniforme più celebre di tutto l’Ottocento e non solo, tanto da rendere i garibaldini un simbolo talmente riconosciuto nell’immaginario italiano (e globale) da essere utilizzato ancora oggi per gli scopi più diversi, compresi quelli pubblicitari e commerciali. Tornato in Italia, Garibaldi continuò ad usare quella divisa, dando inizio ad un vero e proprio mito che ha fatto di quella tenuta militare un simbolo.
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