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Eroi di marmo

di Roberto Martorelli

Il cimitero monumentale della Certosa di Bologna viene inaugurato nel 1801 affinché i Chiostri maestosi si adornino in avvenire di monumenti consecrati alla virtù, ed alla riconoscenza (…). Il sacro fuoco dell’emulazione serpeggierà per le vene de’ Cittadini favoriti de’ doni di natura, ed agevolmente si svilupperanno le due grandi passioni della patria, e della gloria. Ideali in linea con il governo di ispirazione giacobina che si era da poco insediato a Bologna, con l‘arrivo delle armate napoleoniche nel 1796.

Il sepolcreto assume fin da subito il ruolo di museo a cielo aperto, dove la storia si deve sedimentare, ricordare e ripercorrere. Non a caso tra 1827 e 1829 viene inaugurato il Pantheon, sala dedicata alla memoria dei cittadini illustri, in cui man mano collocare alcuni busti di marmo, di grandezza al naturale soprapposti a mensole uniformi, che con le loro iscrizioni dimostreranno le effigie e gli encomi de’ benemeriti della patria, che sono stati degni di tramandarsi agli avvenire.

Questo spirito rimane per tutto l’Ottocento, ed una passeggiata consentiva e consente di ricordare le virtù pubbliche come quelle private, le storie di famiglia come le tappe della nascita della nazione. Non casualmente è nel cimitero che troviamo i monumenti pubblici dedicati ai Martiri dell'Indipendenza, ai caduti della Grande Guerra o alla Resistenza.

In questa occasione vogliamo invitare chi legge a ricordare alcuni personaggi che hanno fatto la storia del Risorgimento, dai moti rivoluzionari del 1831 fino alla presa di Roma del 1871. Uomini e donne che si sono impegnati per la nascita dell'Italia pur avendo idee politiche diverse, impegnandosi non solo nei campi di battaglia ma contribuendovi anche con l'impegno sociale, politico e culturale. Lasciamo alle parole incise nel marmo il ruolo di insegnamento, invitando ad una passeggiata educativa in Certosa.

Campeggi (Miniatura 219x285 px)


Paolo Bovi Campeggi (1814 – 1874)
Loggiato delle Tombe

IL GLORIOSO MUTILATO
DELLA DIFESA DI ROMA
COME LO CHIAMÒ IL SUO GENERALE
GIUSEPPE GARIBALDI
CHE LO VOLLE COMPAGNO
ANCHE NELL’ESIGLIO D’AMERICA
L’UNICO BOLOGNESE
DEI MILLE DI MARSALA
IL COSTANTE PATRIOTA CHE IN CINQUE
CAMPAGNE COMBATTÈ
PER L’INDIPENDENZA E L’UNITÀ D’ITALIA


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Maggio 2021 (n° 31)

M. Rignanese, L’imperatore, il sindaco e la guerriera, 2021
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