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Non è vero, ma ci credo!

ovvero, di gatti neri e camicie rosse

di Andrea Olmo

Italia: Patria dell’Arte, del Bel Canto, della Buona Cucina e… della Superstizione!
Scongiuri e toccamenti, corna e ferri di cavallo sono parte integrante ed irrinunciabile delle tradizioni del Belpaese, ma è in particolare a Napoli che la Scaramanzia, da semplice costume popolare, assurge allo status di Arte, per non dire di vera e propria Scienza.

Ritratto A Dumas (Miniatura 219x251 px)Forse proprio per questo, non poteva che essere la città partenopea ad aver dato i natali a colui che è considerato il più potente e temuto iettatore della Storia. L’uomo che, a causa della sua nefasta e sovrannaturale influenza, è ritenuto addirittura responsabile di alcuni grandi rivolgimenti storici avvenuti tra il XVIII ed il XIX secolo.
Le sue presunte gesta furono immortalate da Alexandre Dumas padre nell’opera Il Corricolo. Tale era la terribile fama del presunto menagramo che il grande scrittore francese, notoriamente superstizioso, evitò accuratamente di citarne il nome, definendolo semplicemente come Il Principe ***.

A differenza di Dumas, noi, progrediti e razionali uomini del XXI secolo, non dovremmo certo accondiscendere a simili arcaiche credenze però, per rispetto nei confronti di coloro che ancora temono queste ridicole superstizioni, eviteremo comunque di fare il nome di quell’oscuro personaggio, limitandoci a definirlo con il suo titolo nobiliare di Duca di Ventignano o, più semplicemente, come Il Nostro.
In realtà, il Ventignano fu uomo di buona cultura, carattere mite, sentimenti profondamente religiosi e idee indubbiamente reazionarie. Intellettuale di discreto livello, fu autore di diverse tragedie una delle quali, Anna Erizo, fu utilizzata come libretto per il Maometto II di Rossini. Scrisse anche libri di argomento sociale, come Sull’educazione delle classi laboriose o Sull’educazione dell’alta classe, entrambi del 1845, e fu Presidente della Società per gli asili infantili di Napoli.

Nonostante gli scritti e l’impegno filantropico, il nobile napoletano, purtroppo per lui, è passato alla storia solo per le sue presunte imprese iettatorie.
Indubbiamente, bisogna riconoscere che il suo aspetto fisico non aiutò certo a sfatare le terribili voci che lo riguardavano: magro, allampanato, di colorito pallido, lievemente ingobbito, occhi infossati, labbra sottili, voce querula, vestiti scuri, maniere educate ma alquanto pedanti. Sembrava, insomma, l’identikit del perfetto menagramo. Inoltre, come da copione, il Nostro era totalmente immune alle presunte disgrazie da lui stesso causate e, soprattutto, completamente ignaro delle dicerie sul suo conto…


Immagine nella pagina:
W. H. Powell, Portrait of Alexandre Dumas, 1855 (particolare)

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Maggio 2021 (n° 31)

M. Rignanese, L’imperatore, il sindaco e la guerriera, 2021
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