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L’Unità d’Italia non è un gioco!

di Alessia Branchi

1861-2021, una ricorrenza tonda per la storia del nostro paese. Quel 17 marzo 1861 che ha sancito l’atto formale della nascita del Regno d’Italia fu un traguardo raggiunto dopo un lungo processo politico, culturale, sociale, ideologico. Tanti furono i fatti significativi che dal dominio napoleonico contribuirono all’avvento di Roma Capitale: le annessioni dei territori, i moti insurrezionali, l’importante movimento culturale portato avanti da intellettuali, musicisti, artisti che diede vita al Risorgimento Italiano, l’affermazione degli ideali patriottici come inno di libertà ad un’unica voce dell’intero popolo italiano.

Il 1861 fu dunque il traguardo raggiunto, non certamente per caso, dopo numerosi episodi, battaglie, guerre e migliaia di morti. Un processo con un grande obiettivo condiviso da tutti gli Italiani e spinto dal forte desiderio di indipendenza per porre fine alle sottomissioni, con lo sguardo sempre rivolto lì, alla libertà. Una sorta di percorso, forse obbligato, come se le alternative non fossero state percorribili. Fu Fatta l’Italia.

Oca (Miniatura 219x268 px)Da questa prospettiva è naturale, anche se forse semplicistico, concepire il XIX secolo come un viaggio di crescita e di trasformazioni sociali iniziate nel 1800 ed arrivate, dopo sessantuno anni, al raggiungimento dell’identità del popolo italiano. In realtà il punto di arrivo fu solo l’inizio di un nuovo capitolo, passato alla Storia come quello del fare gli Italiani, di cui parlerò tra poco.
Soffermiamoci per ora sul numero 61, sull’idea del viaggio, sui temi patriottici, sulla capacità di unire tante generazioni, sulla dualità della casualità e non casualità. Questi sono gli elementi che nella mia testa legano l’Unità d’Italia al gioco. Ma quale gioco? Il Gioco dell’Oca! Andiamo a scoprire il perché.

Il gioco dell’oca è il tradizionale, e forse, uno dei più antichi giochi di società, con radici fortemente popolari; non è solamente il trastullo de’ fanciulli, poiché giocano all’oca anche le donzelle, e le donne e gli uomini attempati. La sera, prima di cena, le famiglie giuocano accanto al fuoco, ed eccita sempre nuovo interesse.

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Maggio 2021 (n° 31)

M. Rignanese, L’imperatore, il sindaco e la guerriera, 2021
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