Sono necessari dieci anni, in cui si scava e si scava, tra condizioni di lavoro terribili, epidemie e migliaia di morti sul lavoro. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è tecnicamente complesso, perché bisogna evitare gli insabbiamenti causati dal deserto, dal Nilo e dal Mar Rosso. Il carattere internazionale dell’opera, e la sua chiara importanza a livello mondiale, fanno sì che ci lavorino scienziati e ingegneri da tutta Europa (con alto apporto di Italiani, tra l’altro). L’opinione pubblica europea è molto interessata all’argomento, ci sono sottoscrizioni e investitori. La stampa si occupa moltissimo del Canale, solo in Italia si contano 120 diversi giornali che tra il 1855 e il 1869 pubblicano articoli in favore dell’opera. A Torino nascono addirittura due testate che si occupano esclusivamente di quello: Il Bollettino dell’Istmo di Suez (dal ‘56 al ‘59) e il Canale di Suez (dal ‘64 al ‘65). Tutto questo fervore, questo dibattito politico e scientifico così acceso, è colpa dell’Inghilterra, perché rema contro. È contraria al progetto data la sua egemonia sulla rotta per il Capo di Buona Speranza… e quindi si gioca tutti contro uno. Solo a fine secolo l’Inghilterra conquisterà l’Egitto e acquisterà il 44% delle quote della società, entrando a pieno merito e in prima persona nella gestione del Canale.
Comunque, l’inaugurazione è datata 17 novembre 1869 con una cerimonia sfarzosa. Per l’occasione Johann Strauss II ha composto la Marcia Egizia. È presente tutta l’aristocrazia europea, apre il corteo l’imperatrice Eugenia moglie di Napoleone III, segue l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, e quindi il principe reale di Prussia, quello dei Paesi Bassi e quello di Russia. Il governo egiziano commissiona un’opera teatrale per festeggiare l’inaugurazione: l’Aida di Giuseppe Verdi, la cui prima va in scena al Cairo nel 1871. Nella Convenzione di Costantinopoli del 1888 viene dichiarato libero e aperto, in tempo di guerra come in tempo di pace, a qualsiasi nave civile o militare, senza distinzione di bandiera.
Anche se la traversata del Canale dura inizialmente 40 ore, anche se il pedaggio è costoso, anche se non può essere percorso a vela ma solamente a motore (e alla sua apertura solo il 5% delle navi mondiali ha il motore), la sua apertura condiziona immediatamente e positivamente il traffico mondiale.
Ci fermiamo qui, all’Ottocento. La storia del Canale di Suez continua molto interessante anche nel secolo successivo, sia per l’aspetto tecnico, che per quello politico, economico e anche militare. Lasciamo gli approfondimenti alla vostra curiosità, in questa sede ci interessava parlare di questo avvenimento che ha cambiato il corso della storia, avvenuto come sempre nell’Ottocento!
Immagini nella pagina:
Macchina di dragaggio nel Canale di Suez, fotografia del 1869
Navi nel Canale di Suez, fotografia di fine XIX secolo