Come compositrice è autrice dell’Inno per il Generale Bonaparte (1797), della Cantata per l’arrivo di Napoleone (1806) e delle musiche delle feste cittadine per il matrimonio tra l’Imperatore e Maria Luigia (1810). Come pianista è ovunque applaudita nei repertori più inconsueti, come la robusta e terribile musica alemanna, interprete (1808) del primo concerto cameristico mai dato al Comunale, inimitabile suonatrice di pianoforte che rapì più che mai gli attoniti e muti spettatori e protagonista (1811) della già citata memorabile esibizione con Paganini al Casino.
Inimitabile professora per l’arte del suono del piano-forte, come scrive il Verbale di Aggregazione, nel 1806 Maria viene proclamata Accademica Filarmonica, un onore tanto più grande se pensiamo che ancora oggi le donne nell’elenco degli accademici sono rarissime. Dal 1811 le sue apparizioni pubbliche sono sempre più rare: incinta e malata, negli ultimi istanti volle sopra un motivo di Paisiello sonare come le succedevano in mente alcuni affettuosissimi concerti, pieni di malinconia sì dolce che facevano per tenerezza piangere chi li intendeva: e guardando in lei pur cresceva il pianto.
Assistita da due grandi medici bolognesi, Gaspare Uttini e Matteo Venturoli, muore il 7 gennaio 1812 e ai suoi funerali 105 sonatori vollero gratuitamente con la loro arte prestarle estremo ufficio di amicizia e oltre un miglio fuori della città (per sì aspra stagione) l’accompagnò una moltitudine dolente alla sepoltura.
A lungo dureranno le manifestazioni d’affetto e le commemorazioni organizzate in città a testimonianza di quanto Maria aveva fatto per la fama e la cultura musicale di Bologna.
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Maria Brizzi Giorgi