Grazie al sacrificio di quegli eroici Legionari, il convoglio di rifornimenti raggiunse sano e salvo Puebla, che cadde in mano francese il 17 maggio.
Il fatto d’armi di Camerone, già di per sé meritevole di entrare nella Storia, fu proiettato definitivamente nella Leggenda della Legione da un ulteriore episodio che si verificò pochi giorni dopo lo scontro: un civile messicano di nome Ramirez, infatti, trovò la mano di legno del Capitano Danjou tra le rovine bruciate dell’hacienda. Mentre tentava di vendere il cimelio ad alcuni militari, fu arrestato dal Tenente Karl Grübert del Corpo di Volontari Austriaci, che provvide a restituire l’oggetto all’Esercito Francese. Da allora la main del Capitano Danjou è sistemata in bella vista nella Salle d’Honneur del Comando Generale della Legione Straniera, prima nella vecchia sede algerina di Sidi Bel Abbès e poi ad Aubagne, ed il 30 aprile di ogni anno viene portata in parata, a ricordare l’eroico sacrificio dell’Ufficiale e dei suoi uomini.
Il Récit du combat si conclude con le seguenti parole: ...un monumento fu eretto nel 1892 sul luogo dello scontro. Esso riporta l’iscrizione: Erano meno di sessanta, opposti ad un’intera armata. La sua massa li schiacciò. La vita, piuttosto che il coraggio, abbandonò questi soldati francesi, a Camerone, il 30 aprile 1863. Alla loro memoria, la patria eresse questo monumento. Da allora, ogniqualvolta le truppe messicane passano davanti a questo monumento, presentano le armi.
Immagine nella pagina:
La mano di legno del Capitano Danjou