Il salotto di Nonna SperanzaL’impero delle idee è il più potente di tutti gli imperi

di Marinette Pendola

Lettera di Bianca del 1835 (Miniatura 219x325 px)Di ritorno a Milano, Bianca suscita un certo scalpore per il suo abbigliamento che appare stravagante in una città all’epoca piuttosto provinciale. Forse più scandaloso è che non esce mai da casa senza una copia del Saggio sulla tolleranza di Locke sotto il braccio. È il periodo in cui il suo impegno politico aumenta notevolmente a scapito dell’arte, che passa in secondo piano. D’altronde, gli anni 1820-21 sono quelli di due clamorosi processi contro i carbonari lombardi. Il primo porta alla condanna di Pellico e Maroncelli. Il secondo viene istruito in seguito a una lunga indagine avviata dopo una delazione di Carlo Castillia (o Castiglia) e che porta all’arresto e alla condanna del fratello Gaetano, di Pallavicini e poi Confalonieri. Proprio durante questa seconda indagine appare il nome di Bianca Milesi. Oltre a quella lettera di cui abbiamo parlato, la giovane donna è denunciata anche per aver dipinto il tricolore sullo stendardo degli studenti di Pavia del Battaglione Minerva, ma soprattutto per quel codice cifrato che è passato alla storia con il nome di carta frastagliata o carte à jour: si tratta di un foglio di carta ritagliato in modo da simulare un modello di punto a giorno, che, sovrapposto alla lettera inviata e apparentemente innocente, rivela al destinatario il messaggio recondito annidato fra le parole. Sentendosi insicura in quel periodo di forte repressione, nel 1822 Bianca parte da Milano per un lungo viaggio a Ginevra, Parigi e infine in Inghilterra.

I viaggi sono sempre per Bianca un’ottima occasione per ampliare le proprie conoscenze, poiché si pone con spirito di apertura non cogliendo altro che gli aspetti positivi dei luoghi visitati. Non si lamenta mai del cibo o del servizio negli alberghi, scrive il suo biografo Souvestre che ebbe modo di leggere i suoi diari di viaggio. In effetti, questi aspetti appaiono del tutto secondari rispetto agli incontri che fa, alcuni dei quali decisivi per la sua formazione politica. A Ginevra nasce la profonda amicizia con lo storico ed economista Sismondi, tessitore abile delle relazioni all’interno di quella specie di Internazionale liberale, secondo le parole della storica Francesca Sofia, relazioni che si sviluppano anche grazie a una corrispondenza ricchissima. Fra Sismondi e Bianca nasce un sodalizio intellettuale, ricco di riflessioni sulla società del tempo e di considerazioni di grande umanità nei confronti delle classi sociali più povere. L’ammirazione per Sismondi e l’amore filiale dimostrati da Bianca fanno sì che, alla morte dell’economista, la vedova le invii materiali vari che possano servire a selezionare le pagine da pubblicare, poiché ritiene Bianca l’unica persona al mondo in grado di soddisfare il [suo] cuore riguardo a lui.


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Lettera di Bianca del 1835

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Maggio 2025 (n° 35)

C. Stragliati, Episodio delle Cinque giornate di Milano in piazza Sant'Alessandro, fine XIX sec. (particolare).

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