Il salotto di Nonna SperanzaL’impero delle idee è il più potente di tutti gli imperi

di Marinette Pendola

Maria Edgeworth (Miniatura 219x281 px)Di ritorno in Italia, si stabilisce a Genova, dove nel 1825 sposa il medico Benedetto Mojon che aveva conosciuto alcuni anni prima. Per i canoni del tempo gli sposi sono attempati - quarantaquattro anni lui, trentacinque lei -, ma il loro è un amore maturo in cui la stima reciproca non viene mai meno. Inoltre condividono gli stessi ideali, per cui la loro casa diventa presto il punto d’incontro di mazziniani e liberali e spesso anche rifugio per coloro che tentano l’esilio. Nel 1830 accolgono Cristina di Belgioioso e l’aiutano a fuggire a Parigi, città che raggiungeranno essi stessi tre anni dopo insieme ai loro due bambini.


La nascita dei figli orienta il lavoro intellettuale di Bianca in modo molto più determinato verso la letteratura infantile e una pedagogia innovativa. In uno dei suoi viaggi in Inghilterra, aveva scoperto gli scritti di Maria Edgeworth, una scrittrice ed educatrice anglo-irlandese che ricopre un ruolo di primissimo piano nel panorama letterario e culturale a cavallo fra XVIII e XIX secolo. Secondo le teorie di Edgeworth, il bambino deve ricevere nella prima infanzia un’educazione pratica più che teorica, basata sull’osservazione, in cui il linguaggio sia concreto e non astratto e la manualità sia valorizzata. Nel processo educativo è necessario comprendere il bambino per poterlo educare correttamente, poiché ogni individualità va rispettata. L’obiettivo ultimo di una buona educazione è formare l’individuo all’autonomia di pensiero e di giudizio. Per portare a compimento un’educazione davvero innovativa è necessario che le donne siano adeguatamente istruite poiché hanno un ruolo fondamentale nell’educazione dei propri figli. D’altronde l’autrice, che Walter Scott chiamava The Great Maria, aveva esordito con un trattato sull’educazione delle donne in forma di epistolario, Letters for Literary Ladies (1796), la cui prima lettera inizia con le seguenti parole: Mi congratulo con Lei, mio caro Sir, per la nascita di Sua figlia…


Le idee espresse dalla scrittrice irlandese coincidono pienamente con il pensiero di Bianca, la quale traduce in italiano molti racconti per l’infanzia di Edgeworth, che verranno pubblicati nella Guida dell’educatore, la prima rivista pedagogica pubblicata in Italia. L’interesse di Bianca per l’educazione risale alla sua gioventù e al periodo milanese quando, insieme a Confalonieri e a Giuseppe Pecchio, aveva fondato le Scuole di Mutuo Insegnamento, chiuse nel 1820 per ordine del governo austriaco. Anche a Genova aveva tentato invano di aprire una scuola. Ma la nascita dei figli e il dovere che sente fortissimo di educarli nel migliore dei modi indirizzano Bianca verso il pensiero di Edgeworth e la mettono in relazione con un gran numero di pedagogiste europee. L’altro suo dovere, che sente con altrettanta forza, è quello di divulgare in Italia le teorie di Edgeworth. Perciò dedica gli ultimi anni della sua vita alla traduzione dei racconti che accompagnano la Practical Education (1798) della pedagogista irlandese. Questo suo impegno è fondamentale non solo per la diffusione delle idee di Edgeworth, ma anche perché non esisteva ancora in Italia un corpus adeguato di testi scritti appositamente per bambini, perlomeno in senso moderno.


Immagine nella pagina:
J. Downman, Maria Edgeworth, 1807

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Maggio 2025 (n° 35)

C. Stragliati, Episodio delle Cinque giornate di Milano in piazza Sant'Alessandro, fine XIX sec. (particolare).

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