È la sua prima esperienza come traduttrice ma non la prima in campo letterario, poiché in gioventù aveva scritto due biografie: Vita di Gaetana Agnesi (1815) e Vita di Saffo (1824). Da queste opere si deduce che l’interesse per la questione femminile accompagna da sempre il pensiero di Bianca e prende forma ben definita nel corso degli anni. In una lettera all’amica Fulvia Verri scritta dall’esilio parigino, così si esprime: Ciò che intendo per emancipazione della donna è che essa sia libera dalla condizione di perpetua minorità in cui è tenuta dalle nostre istituzioni. La vorrei uguale all’uomo, avendo come lui una missione seria, benché diversa. E la missione della donna è essenzialmente quella di educatrice poiché dopo tutto siamo le madri del genere umano e chi ignora l’influenza della madre sul bambino? Se mettiamo in pratica le nostre idee, la generazione futura ne trarrà giovamento. L’impero delle idee è il più potente di tutti gli imperi e non occorrono i cannoni per sostenerlo poiché spegne i cannoni, così scrive, sempre all’amica Fulvia, qualche anno dopo.
Del resto, applica nella vita quotidiana le nuove idee sull’educazione occupandosi direttamente dei propri figli, con l’aiuto della fedele bambinaia Julie Rosselet che così scrive: Quel poco che so, lo devo a lei; senza di lei sarei ancora una vecchia bonne d’enfants; e co’ miei capelli grigi a stento troverei del pane. Per quanto riguarda l’educazione religiosa, in un testo dedicato ai figli, precisa che la ragione guiderà le (loro) credenze; ma è solo dopo uno studio serio e un esame approfondito che (potranno) giudicare. Lei stessa d’altronde aveva attraversato un periodo di ripensamenti per approdare al protestantesimo che considera la più razionale di tutte le chiese cristiane.
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Mutuo insegnamento negli istituti del conte Confalonieri